Il mercato del Medio Oriente è ricco di nuove opportunità per i produttori italiani che vogliono far varcare i confini al proprio business.

Internazionalizzare la propria azienda implica una valutazione attenta delle proprie possibilità e di come il mercato di arrivo possa recepire il prodotto che si vuole esportare.

 

Proprio dai paesi mediorientali arrivano dati interessanti: l’aumento della popolazione e del turismo, previsti nei prossimi due anni, provocheranno un conseguente incremento dei consumi e quindi della domanda alimentare.

Il sito di Gulfood, la più grande fiera internazionale di prodotti alimentari che si tiene nella penisola arabica, fornisce numerose motivazioni per cui tenere in considerazione il mercato dei paesi del Vicino Oriente quando si parla di prodotti agroalimentari, andando ad indagare i trend più recenti.

La domanda nel settore Food&Beverage, infatti, sta crescendo velocemente: molti dei Paesi della zona dipendono fortemente dall’importazione dall’estero e, pertanto, i beni alimentari sono molto richiesti dalla popolazione.

Questa crescente domanda rappresenta un’occasione per i prodotti Made in Italy, la cui qualità è notoriamente apprezzata negli Stati esteri.

Continua a leggere per scoprire perché il Medio Oriente risulta una location così strategica!

 

 

 

Medio Oriente: il cambiamento di abitudini nel settore Food

Il GCCGulf Cooperation Council, consiste in un’alleanza politica ed economica istituita nel 1981, che vede come contraenti sei dei Paesi della Penisola Arabica, tra cui Kuwait, Bahrain, Oman e Arabia Saudita. La popolazione appartenente a questi Stati è composta da individui giovani, contraddisti da ampie possibilità economiche e dalla voglia di sperimentare nuove cucine e cibi naturali.

 

In particolare, secondo il MEED Insight Thought Leadership Report si prevede che le importazioni alimentari nel GCC aumenteranno fino a raddoppiare, arrivando a una cifra di $53.1 miliardi entro il 2020. Quali sono i cambiamenti culturali in atto che provocheranno questo incremento?

  • Alimenti surgelati – tra i Paesi arabi la domanda di alimenti surgelati sta aumentando a causa del sempre maggior numero di donne che entra nel mondo del lavoro. Un tale cambiamento porta, infatti, al diffondersi di stili di vita frenetici e a una diminuzione del tempo dedicato alla preparazione dei pasti.
  • Soft drinks – i giovani ragazzi di religione islamica, soprattutto coloro che vivono e lavorano nelle più grandi città, consumano soft drinks all’interno di bar e caffetterie. Dato il divieto di bere alcolici imposto dalla religione musulmana, le bevande analcoliche, spesso miscelate, sono usate come mezzo per socializzare. Per tali ragioni Gulfood definisce questo periodo come entusiasmante per le bibite, riportando gli esiti di uno studio di Euromonitor: si prevede che il mercato dei soft drinks in Medio Oriente e in Africa crescerà del 4,9%, fino a raggiungere il 9,8% del valore globale entro il 2023.
  • Sapori internazionali – i consumatori sono alla ricerca di nuovi cibi e insolite cucine che possano soddisfare le loro neonate esigenze. Uno sguardo è volto soprattutto al delivery e alla consegna veloce di pasti pronti all’uso.
  • Aumento del budget destinato al food – pretendere alimenti più sani e facili da preparare implica un aumento della spesa alimentareaccettata di buon grado dalla popolazione più giovane in cambio di una migliore qualità e particolarità dei prodotti.
  • Influenza dai Paesi limitrofi – la prossimità degli stati occidentali al Vicino Oriente genera una sempre maggior esposizione alla nostra dieta, causando un aumento della domanda di prodotti da ovest.
  • Posizione strategica – Il Medio Oriente è un punto di incontro di differenti merci e culture: esso è un hub da cui parte dei prodotti importati viene ri-esportato verso gli altri Stati vicini. I porti commerciali di questa regione sono tra i più grandi al mondo e consentono lo smercio di enormi quantità di beni.

Il biologico in Arabia Saudita

Esiste una categoria di alimenti a cui l’Arabia Saudita in particolare si sta interessando, spinta dalla crescente attenzione verso il benessere fisico e verso una dieta più varia ed equilibrata: il biologico.

Arla Foods, una cooperativa internazionale di alimenti caseari con headquarter in Danimarca, ha commissionato un’indagine alla società di ricerche di mercato inglese YouGov sull’organic food: è emerso che l’appetito e la curiosità verso questa tipologia di prodotti si stanno diffondendo a macchia d’olio. Secondo lo studio un terzo dei consumatori ha aumentato l’acquisto di alimenti bio negli ultimi 12 mesi. I numeri emersi dallo studio sono promettenti per il settore: il 55% dei consumatori sauditi acquista prodotti organici più di una volta al mese.

Le motivazioni che conducono al consumo biologico sono varie. Il 64% degli intervistati imputa la scelta a ragioni salutistiche, gli alimenti biologici infatti sono ritenuti più sani. Il 45% li definisce più naturali e il 44% reputa il loro consumo più sicuro, grazie ai metodi di produzione che prevedono l’eliminazione di pesticidi, ormoni e antibiotici. Non solo, il 51% dei consumatori bio del Paese gli attribuisce un sapore migliore rispetto ai prodotti che non seguono metodi organici di coltivazione e allevamento. Tra le ragioni emergono anche motivi più legati ad aspetti etici: il 19% li preferisce per il loro basso impatto ambientale, e il 12% per la salvaguardia della salute degli animali.

Quali sono le categorie di alimenti organici più consumate? L’indagine riporta al primo posto frutta e verdura, beni che rappresentano insieme il 66% del mercato bio. Seguono i prodotti dell’industria casearia (50%), le uova (49%), il pollame (45%), i cereali e i prodotti dal forno (44%). In coda alla classifica si trovano il pesce (36%) e la carne rossa (35%). Come si può notare, si toccano tutte le principali categorie di prodotti freschi, a testimonianza di come l’interesse verso l’organico sia un trend da cavalcare all’interno del Paese saudita, e in generale nel resto della Penisola. Infatti, nonostante la domanda elevata, i consumatori bio non sempre trovano ciò che cercano: la disponibilità dei prodotti è ancora limitata. Il 25% di coloro che non consumano naturale fanno ricadere la colpa sul ridotto assortimento presente negli stores.
(Fonte: Arabian Business)

 

Risultano evidenti le opportunità offerte dal mercato del Medio Oriente per quanto concerne il settore Food&Beverage: i cambiamenti delle abitudini, soprattutto tra la parte più giovane della popolazione, la curiosità verso i sapori delle cucine straniere e l’attenzione verso un’alimentazione salutare, con un focus verso gli alimenti biologici, rappresentano un’occasione unica per i business stranieri.

Se la tua impresa si occupa di prodotti alimentari, questo è il momento giusto per internazionalizzarsi. Ma per farlo è necessario farsi seguire dal partner giusto, che conosca il mercato Mediorientale e che possa supportarti nel processo di internazionalizzazione.

 

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